A sinistra quadro di
Richard Mauri.
 
On the left
Richard Mauri Painting
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Mostra di Quartetti fatta nella sede di Arteliutaria e pubblicata nel libro "Tecniche di Restauro ed analisi di strumenti antichi" di Carlo Vettori.

Quartets exposition held in the Arteliutaria shop and published in the book "Analysis of antique instruments and restoration techniques" by Carlo Vettori.

Nel mondo della musica quando si parla di quartetto, generalmente si pensa a una composizione musicale scritta per due violini, una viola e un violoncello, o agli esecutori di questa eccelsa forma strumentale da camera; solo gli esperti in materia sanno che per eseguire questa musica hanno operato artisti chiamati liùtai. Carlo IX re di Francia all'inizio del secolo XVI ordinò al maestro liutaio Andrea Amati di Cremona un gruppo di strumenti, violini, viole e celli, per formare un'intera orchestra. Una parte di questi rari esemplari opera del maestro fondatore della scuola classica cremonese furono esposti in Cremona il 9 ottobre 1982, occasione in cui fu redatto un catalogo "Capolavori di Andrea Amati" a cura di Andrea Mosconi e Laurence C. Wuitten. In questo catalogo sono pubblicati sette strumenti con le varianti della cassa armonica (lunghezza violini cm. 34,2 -35,3 -35,4; viola cm. 40,7; cello 75,4). A pagina 13 del catalogo si legge: "E' di estremo interesse, in questa sede, ricordare un fatto straordinario realizzatosi la sera del 18 ottobre del 1982 al teatro Ponchielli, a conclusione delle manifestazioni musicali svoltesi nell'ambito della terza triennale: il concerto tenuto dal giovane quartetto italiano", composto dai violinisti Alessandro Simoncini e Luigi Mazza, dal violi sta Tommaso Poggi e dal violoncellista Luca SimonemI. Per l'esecuzione di opere di W.A. Mozart (K 421), C. Debussy (op.10) e L. v. Beethoven (op.74) vennero impiegati quattro strumenti di Andrea Amati esposti nel Palazzo Civico: il grande violino della città di Cremona, il grande violino, la viola e il violoncello della collezione Wuitten", sempre in questo catalogo di Andrea Mosconi e Laurence C. Wuitte si legge un'interessante analisi del suono di questi strumenti progettati e costruiti da Andrea Amati, "A distanza di oltre quattrocento anni dalla loro costruzione, il suono incomparabile di questi strumenti ha ricordato ai fortunati presenti i fasti di un momento della storia musicale tra i più prestigiosi che si conoscano. La vitalità e la dolcezza suprema e al tempo stesso la potenza suprema di questi quattro capolavori hanno consentito ai giovani concertisti di prodursi in una performance carica di grande tensione. Le più ardue istanze sonore, costituenti gran parte del programma eseguito, hanno trovato piena rispondenza nella capacità espressiva di strumenti che . . ancora sono, e SI pensa nmarranno, insuperati" . Questi strumenti furono decorati sul fondo con gigli e nelle fasce con la scritta di vari motti: il più importante per noi è quello di Caterina de' Medici: "pietate et iustitia". La tecnica usata da Andrea Amati per la decorazione fu quella del foglio d'oro, ampiamente illustrata nella rivista "Arte Liutaria" anno 1989 n° 14, pag.3-8. Carlo IX possedeva anche strumenti di altri liutai, ma fece costruire un'importante orchestra da un solo liutaio, certamente per ottenere dall'orchestra la stessa qualità di suono da tutti gli strumentL Nella città di Firenze il marchese Ariberti, per farne dono al principe di Toscana Ferdinando de' Medici, ordinò al maestro Antonio Stradivari di Cremona un quintetto formato da due violini, due viole, una grande e una piccola, e un violoncello; questi strumenti furono ultimati nell'anno 1690 da Antonio Stradivari, usando per tutti la stessa tecnica di costruzione e la stessa vernice; sopra la tastiera il maestro incise, su madreperla incassata nel legno, lo stemma della famiglia de' Medici (due di questi strumenti, la viola tenore e il violoncello, sono oggi conservati nel museo del Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze). Quando il quintetto di Antonio Stradivari entrò a far parte della collezione medicea, successivamente curata dal maestro liutaio e cembalaro Bartolomeo Cristofori, vi esistevano già molti strumenti importanti costruiti da liutai come Nicola Amati, Antonio e Girolamo Amati, Jacopo Stainer, Fabrizio Senta, ecc. Per questo motivo possiamo affermare che il quintetto serviva per dare alla musica da camera un suono uniforme di timbro, di qualità e di volume, da tutti e cinque gli strumenti. Anche il re di Spagna nell'anno 1669 si fece costruire dal maestro Antonio Stradivari un quintetto riccamente intarsiato, oggi conservato a Madrid. Nel secolo XVII i musicisti spesso provenivano da famiglie povere e non avevano denaro sufficiente per comprare lo strumento, perciò suonavano gli strumenti dei nobili presso i quali lavoravano. Col passare dei secoli i musicisti hanno iniziato a suonare strumenti di loro proprietà; certamente pochi possono permettersi di possedere uno strumento di Stradivari, comunque oggi esistono sul mercato ottimi strumenti costruiti da liutai moderni continuatori della scuola classica cremonese. I liutai moderni continuano a costruire quartetti e quintetti con le stesse tecniche utilizzate dagli antichi maestri liutai, ma questi gruppi di strumenti da camera raramente sono usati dai musicisti che per comodità preferiscono suonare i loro strumenti, anche se raramente ottengono uniformità di suono. Quando un liutaio costruisce un quartetto o un quintetto generalmente è all'acme della sua formazione professionale, perché tante sono le difficoltà da affrontare per una perfetta costruzione di questi gruppi di strumenti. In vari paesi sono state fatte mostre di liuteria, aperte a tutti gli strumenti costruiti dal liutaio e con particolare riferimento al violino, mentre il quartetto è sempre stato relegato a una presenza marginale. Solo in Belgio, nella città di Liegi, furono organizzati dal Ministero dell'educazione e della cultura, in collaborazione con altri enti, concorsi internazionali riservati esclusivamente ai quartetti. N ella mostra organizzata nella sede di Il Arte Liutaria in via Guelfa 3 a Firenze, svoltasi dal 3 al 16 settembre 1995 sono stati esposti al pubblico sette quartetti d'arco e uno a plettro. Per i numerosi turisti, dopo avere visitato il museo dell'Accademia dove è espost la celebre scultura il "David" di Michelangelo, era facile giungere nella sede di Il Arte Liutaria" perchè si trova in prossimità di questo museo e del conservatorio "Luigi CherubiniIl di Firenze. Nella vetrina che dà sulla strada di via Guelfa era esposto un quartetto di Carlo Vettori in costruzione, modello

When a quartet is mentioned in the world of music, generally one thinks of a musical piece written for two violins a viola and a cello, or one thinks of the group of musicians who play this high form of chamber music; only the experts, however, know the important role played by violin-makers throughout the centuries. In the second half of the 16th century Charles IX of France ordered from Andrea Amati a master violin-maker of Verona, a group of instruments, violins, violas and cellos for a whole orchestra; part of these rare instruments were shown in Cremona the 9th of October 1982 and in that occasion a catalog was published: IICapolavori di Andrea Amatill edited by Andrea Mosconi and Laurence C.Wuitten. Seven instruments were published showing the variations of the resonance box (violins'length cm 34,2-35,3-35,4; viola cm 40,7; cello cm 75,4). On page 13 of the catalog we read "It is very interesting to mention here the extraordinary event that took place on the evening of the 18th of October at the Ponchielli theatre. As a conclusion for the musical programme of the third music festival, the young quartetto italiano, Alessandro Simoncini and Luigi Mazza violins, Tommaso Poggi viola and Luca Simoncini cello. played works from Mozart (K.421), Debussy (op 10) and Bethoven (op 74) on the four instruments by Andrea Amati on show at the Palazzo Civico in Cremona; The instruments were the great violin of the city of Cremona and the violin, viola and cello from the Wuitten collection. In this catalog another interesting fact appears: the analysis of the sound of these instruments designed and built by Andrea Amati. "More than 400 years from their birth, the incomparable sound of these instruments reminds us of the greatness of an unique moment in the history of music. The aliveness and sweetnes but at the same time the vigor of these four splendid instruments allowed the young players to produce a performance full of tremendous tension. The most difficult parts as to sound performance, that made up the whole program, found a perfect medium in the respondence of instruments as yet inequalled in excellence. The back of the instruments were decorated with lilies and on their ribs they had written "pietate et justitia" Caterina de Medici's motto. Andrea Amati used the gold leaf technique which has been illustrated in the magazine "Arte Liutaria" year 1989 n.14 from page 3 to page 8. Charles IX surely owned instruments made by other violin-makers,but he wanted a whole orchestra made by the same artisan to ensure an uniform timbre of sound in all the instruments. In Florence count Aliberti ordered from Antonio Stradivari of Cremona a quintet as a gift for Ferdinando de' Medici, prince of Tuscany. The quintet was made up by 2 violins, two violas of which one large and one small, and a cello; these instruments were built by Stradivari in 1690 using the same material for all of them, the same technique and the same varnish. On the neck the maestro engraved the coat of arms of the Medici in mother-of-pearl set in wood. (two of these instruments, the viola tenor and the cello are in the museum of the Conservatorio "Luigi Cherubini" in Florence) When Antonio Stradivari's quintet became part of the Medici collection whose curator was later on the violin and key ed-zither maker Bartolomeo Cristofori, there were already many important instruments built by master violin makers like Nicola Amati, Antonio and Girolamo Amati, Jacopo Stainer, Fabrizio Senta etc .. Therefore, we can state without doubt that this quintet was used to give chamber music a unity of timbre and resonance for all five instruments. Also the king of Spain had Antonio Stradivari build him a quintet in 1669. It was richly engraved and is to be found in Madrid. In the 17th century musicians often came from very poor families and did not have the money to buy their own instruments, so they used the instruments of the noble families they played for. As time went on musicians were more and more financially able to buy an instrument, and though few can possess a Stradivari, nowadays there are many excellent instruments built by modern makers who follow the classical school of Cremona. Violin-makers go on building quartets and quintets using the same techniques of their predecessors, but these chamber music instruments are rarely played by modern musicians, who prefer to use their own instruments even if the uniformity of sound is not guaranteed. When a violin-maker builds a quartet or a quintet he is really at the height of his profession, as the difficulties he has to face to construct such a group of instruments are many. In several countries there are shows being organized to allow instrument makers, especially violin makers, to demonstrate their art, but quartets have never enjoyed popularity. Only in Belgium, at Liegi, shows were organized by the Ministry of Education and Culture at an international level. The show organized by Arte Liutaria, in Via Guelfa 3, in Florence from September 3rd to September 16th this year, featured 7 string quartets and 1 plectre quartet. Many tourists found it easy to visit the show as the exposition of Arte Liutaria is very close to the Accademia museum and the Luigi Cherubini music conservatory. On the show window giving on to via Guelfa one could see a partly built quartet by Carlo Vettori an "A.Stradivari amatizzato" model and a painting

(l ) Vetrina con strumenti antichi della collezione di "Arte Liutaria".
Shop window with ancient instruments from the "Arte Liutaria" collection.
(2) Gregory Burney mentre dipinge il quadro "Bartolomeo Cristofori e la collezione Medicea".
Gregory Burney painting "Bartolomeo Cristofori e la collezione Medicea".
(3) La sede di "Arte liutaria" addobbata con drappi e fiori per la mostra.
The "Arte Liutaria" shop decorated with flowers for the show.
(4) Due quartetti e un liuto in mostra.
Two quartets and a Iute on show.

"A. Stradivari amatizzato" e un quadro del pittore italo-americano Gregory Bumey "Natura morta con liuti". Nella prima sala, sopra un tavolo a fratina si trovava il registro delle firme e i libri "Linee Classiche della Liuteria Italiana", "I Maestri del Novecento" e "Gruppo Liutai e Archettai Professionisti". A sinistra dentro una lunga vetrina,(f.l), due chitarre antiche, una copia della celebre viola medicea, un violino di Lorenzo Carcassi, Firenze 1740, già esposto alla mostra "Liuteria Italiana" nel castello mediceo di Cafaggiolo e pubblicato sul catalogo della mostra a pago 28 e 29, una pochette di Pier Antonio Cati, Firenze, gemella di quella conservata nel museo del castello Sforzesco di Milano e pubblicata col n° 32 sul catalogo di quel museo, e due viole a lira di Igino Sderci, Firenze 1947, costruite su disegno del pittore Ziffer. Nella parte bassa della vetrina si trovavano vari mando lini Vinaccia, Napoli 1780 "Gennaro Fabbricatore Napoli 1801" e una chitarra battente. Due cariatidi veneziane del secolo XVII hanno fatto da cornice al quadro del pittore Gregory Bumey "Bartolomeo Cristofori e la collezione medicea" (f.2). Questo quadro è stato ammirato da tutti i visitatori ed è importante a livello storico e artistico, poichè il ritratto di Bartolomeo Cristofori già conservato nella Staatliche Sammlung alter Musikinstrumente di Berlino è stato distrutto durante l'ultima guerra mondiale e di tale quadro è rimasta solo una piccola foto in bianco e nero pubblicata nel libro di Mario Fabbri "Dalla Spinetta al Controviolino" a pago 14 nella quale si può vedere con chiarezza soltanto il viso e la mano di Bartolomeo Cristofori che indica la sua invenzione: il pianoforte. Gregory Bumey partendo da questo particolare ha inserito Bartolomeo Cristofori nella collezione medicea conservata nel palazzo Pitti di Firenze dove Cristofori era liutaio responsabile, tanto che nell'anno 1716 ne sottoscrisse l'inventario. Sulla sinistra del quadro è posto il salterio costruito con tre tipi di marmo, il bardiglio, lo statuario e il broccatello giallo: unico tipo di salterio fatto con ques,to materiale, dentro il coperchio dell'àstuccio di legno c'è questa scritta: "Al Tosco Gran Signor volgi tue piante Meraviglia è di lui marmo suonante Così parlommi al cuore la sorte amica Così benigno il ciel par che mi dica". Al centro del quadro la celebre viola tenore medicea di Antonio Stradivari pubblicata con foto a grandezza naturale a p. 46 del libro "Strumenti di Antonio Stradivari" dell'Ente Triennale Internazionale di Cremona. A destra, sopra il tavolo, l'artista ha raffigurato il violoncello di Nicola Amati ed il clavicembalo di Bartolomeo Cristofori, strumenti conservati nel museo del Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze. La spinetta a forma ovale, unico· esemplare esistente con queste caratteristiche, costruita da Bartolomeo Cristofori in Firenze nel 1693, è oggi conservata nel museo dell'Università Karl Marx di Lipsia. Nella seconda sala, che normalmente viene usata per provare il suono degli strumenti, durante la mostra si trovavano esposti i quartetti. Il primo di essi (esposto sopra un tavolo e appoggiato alla parete rivestita da un drappo di stoffa verde) è opera del maestro liutaio Nicola Utili da Castel Bolognese. Questo quartetto (f.5) fu costruito nel 1938 su modello tipico dell'autore, caratterizzato dalla mancanza delle punte nelle "C". E' stato conservato in perfetto stato dalla figlia. Il tipo di legno usato è uguale in tutti e quattro gli strumenti, i fondi sono di acero di due pezzi a marezzatura media, anche le fasce e i ricci sono

by the artist Gregory Burney " Still life with lutes". In the first room, on a side table there was a visitor book (for signatures) and other books "Linee classiche della liuteria italiana, "I maestri del Novecento" and "Gruppo liutai e archettai professionisti"; on the left, in a long glass case (ph. 1) there were two beautiful old guitars, a copy of the famous Medici viola, a violin by Lorenzo Carcassi, Firenze 1740, that had been already seen at the show in the castle of Cafaggiolo and published on the show's catalog on p.28 and 29, a Pier Antonio Cati pochette, twin of the one in the Sforza Castle Milan museum, and published with n. 32 in the catalog, two lyre-shaped violas by Igino Sderci, Firenze 1947, built following the design of the painter Ziffer. In the lower part of the case several Vinaccia mandolins dated 1780 "Gennaro Fabbricatore del 1801" beside a "battente" guitar. Two 17th century Venetian caryatids were frames for the painting by Burney "Bartolomeo Cristofori e la collezione medicea" (ph. 2). This painting was much admired by everyone and it is very important both for historical and artistic reasons because Bartolomeo Cristofori's portrait (housed in the Staatliche Sammlung alter Musikinstrumente) was destroyed in Berlin during the last world war and the only document that remained was in the book by Mario Fabbri "Dalla spinetta al Controviolino" on pag.14. It was a little black and white photograph in which one could see the face and the hand showing his invention: the piano. Gregory Burney, starting from this detail placed Bartolomeo Cristofori in the Medici collection preserved in Palazzo Pitti in Florence, where Cristofori was the violin and lute curator so much so that he wrote its inventory in 1716. On the left side of the painting we can see the marble zither made of three types of marble, bardiglio, statuary and broccatello giallo: a unique zither made with this material, inside the wooden case there is written: "AI Tosco Gran Signor volgi tue piante Meraviglia e di lui marmo suonante. Cosi parlommi al cuore la sorte arnica. Cosi benigno il ciel par che mi dica". At the center of the painting we can see the Medici viola by Antonio Stradivari. This viola is published at natural size on p. 46 of the book sponsored by the Ente Triennale of Cremona "Instruments by Antonio Stradivari". On the right Nicola Amati's cello and the harpsichord also by Cristofori which are to be found in the Museum "Luigi Cherubini" in Florence. The oval spinet, only sample of such shape now in existence, built by Bartolomeo Cristofori in 1693 is now preserved in Karl Marx University museum in LeipZIg. In the second room, used generally to try the sound of the instruments, the quartets were on show. The first (placed on a table with a green drapery against the wall) is the work of Nicola Utili from Castel Bolognese. The quartet (ph. 5) was built in 1938 following the typical model of this maker who omitted the point in the "C". The quartet on show has been kept in a splendid condition by his daughter. The same wood was used for the four

(5) Quartetto del maestro liutaio Nicola Utili da Castel Bolognese.
Quartet by Nicola Utili da Castel Bolognese, maestro violin maker.

(6) Quartetto del maestro liutaio Aldo Capelli premiato con medaglia d'oro al concorso nazionale di Bagnacavallo.
Quartet by Aldo Cappelli maestro violi n maker ; it received a gold medal at the national show in Bagnocavallo.

dello stesso legno, i piani armomCI sono di abete, le controfasce e gli zocchetti sono di salice, le controfasce sono lunghe e sovrapposte agli zocchetti centrali, il colore della vernice è il rosso tipico di questo autore, tutti e quattro gli strumenti hanno inciso sul lato esterno della fascia, in prossimità del manico, il numero di costruzione , (297, 298, 299, 300), nell'interno della 'cassa armonica c'è l'etichetta: "1938 Nicola da Castel Bolognese". Il bordo della cassa armonica degli strumenti è scolpito con molta precisione e finemente realizzato, la filettatura è formata da un solo rigo di ebano. Questo quartetto e in genere gli strumenti di questo autore sono di ottima sonorità. Il secondo quartetto esposto era sospeso su un apposito telaio con i supporti laterali rivestiti di stoffa verde. Costruito dal maestro liutaio Aldo Capelli nel 1977 a Cervia (f.6) fu premiato con medaglia d'oro al concorso nazionale di Bagnacavallo. Tutti e quattro gli strumenti sono stati costruiti con lo stesso materiale; i fondi sono di acero di due pezzi a marezzatura forte e larga; sotto le quattro nocette la filettatura si unisce a punta, particolare di stile e di tecnica costrutti va che caratterizza tutte le opere dell'autore da noi conosciute. Il maestro Capelli ritiene che gli strumenti in prossimità della nocetta, sotto la filettatura, hanno un punto debole soggetto a future rotture, a cui rimediare spostando il filetto verso l'alto, cosa che crea una resistenza maggiore per evitare eventuali rotture. Il nostro parere, come quello della maggioranza dei liutai, è diverso perchè se il manico è incassato in profondità in quel particolare punto, cioè sotto il passaggio della filettatura, la nocetta ha uno sforzo minore e rimane comunque resistente. La vernice di questo quartetto è trasparente e di buona qualità. Proseguendo la visita della mostra, troviamo, sempre sospesi su appositi telai rivestiti di stoffa verde, due quartetti costruiti dal maestro liutaio Carlo Vettori. II primo è costruito su modello di G.B. Gabrielli, rilevato dal violino costruito dal maestro fiorentino nell'anno 1764, conservato nel museo del conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze e pubblicato alle pagine 175, 176 e 177 del libro "Linee Classiche della Liuteria Italiana". I liutai moderni costruiscono i quartetti con i due violini della stessa misura, noi invece crediamo che per ottenere una maggiore uniformità di suono tra i quattro strumenti, il secondo violino deve essere di misura più grande. Per questo motivo il primo violino di questo quartetto è di cm. 35,3 e il secondo è di cm. 36. I fondi sono di acero a marezzatura media, anche le fasce e i ricci sono dello stesso legno, i piani armonici sono di abete rosso molto stagionato proveniente dalla valle di Fiemme: tutto il quartetto è decorato con foglia d'oro, con la tecnica usata anche da Andrea Amati; la vernice è antichizzata, trasparente e di colore giallo bruno, tipico della antica scuola toscana. Nell'interno della cassa armonica di tutti e quattro gli strumenti c'è il timbro a fuoco e l'etichetta "Carlo Vettori di Dario Firenze 1993". Il secondo quartetto di nostra produzione è stato costruito su modello Antonio Stradivari "mediceo" (f7), su richiesta della ditta acquirente giapponese Nippon Gengakki. Per tutti e quattro gli strumenti è stato usato lo stesso legno: i fondi, le fasce e i manici sono di acero di prima qualità con la marezzatura larga e profonda, i fondi sono di due pezzi e i piani armonici sono di abete a venatura larga, le controfasce sono di faggio, la vernice è di colore rosso su giallo oro.

instruments, the back is a two-piece maple with medium flame, the ribs and scrolls are of the same wood, the bellies are spruce and the linings and blocks are made of willow. The linings are long and go over the central blocks, the color of the varnish is red, typical of this maker; all four instruments have on the rib near the neck, the number of construction (297,298,299, 300) inside the body we can read "1938 Nicola da Castel Bolognese". The edge of the belly is carved with precision and well thought out, the purfling is one single ebony line. This particular quartet and generally all instruments by this maker have a first rate resonance. The second quartet on show was hanging from a special frame lined with green fabric. The quartet was built by , the maestro violin-maker Aldo Capelli in 1977 in Cervi a (ph. 6) and was given a gold medal during the national contest in Bagnocavallo. All four instruments are of the same wood; The back is twopiece maple with a strong and wide flame; behind the neck of the four instruments the purfling unites in a point, a characteristic of the maker. Maestro Cappelli feels that all instruments have a weak point near the button, so he moves the purfling higher to avoid breakage. Our opinion like other violin makers, is different, we think that if the neck is deeply imbedded under the purfling, the button undergoes a minor stress and resists anyway. The varnish is transparent and of good quality. Further on we find two quartets built by the maestro violin maker Carlo Vettori: They were hanging from special frames lined with green fabric. The first is a G.B.Gabrielli model taken from a violin built in 1764 and to be found in the museum of the Cherubini Conservatory, and published on p. 175,176,177 of IILinee c1assiche della liuteria italianall it is decorated with gold leaf with the same technique used by Andrea Amati, the transparent brownish-yellow varnish is aged following the old Tuscan school. Most modem violin makers believe that in quartets the two violins must have the same measurements, we instead believe that the two violins of a quartet must have different measurements to have a better uniformity of sound with the other instruments, therefore the first violin is 35,3 cm long and the other is 36 cm long. The backs are in maple with medium flame, ribs and scrolls in the same wood, bellies are well seasoned red spruce from the Fiemme valley. The whole quartet is decorated with gold leaf using the same technique employed by Andrea Amati: the varnish is aged, transparent and dark yellow in the typical color of the Tuscan school. Inside the resonance box we find a branded seal and a label IICario Vettori 11 di Dario Firenze 1993 • The second quartet of the same maker was built from an Antonio Stradivari IIMedicill model (ph. 7) by request of the buyer, a Japanese firm Nippon Gengakki. All four instruments are of the same wood; the back, the ribs and the neck are in first grade maple with deep and wide flame, the back is in two pieces and the bellies grained spruce, the varnish is red over yellow gold. In front, hanging on green-lined fra

(7) Quartetto del maestro liutaio Carlo Vettori costruito per la ditta giapponese "Nippon Gengakki" di Tokyo. Quartet by Carlo Vettori maestro violin maker built for a Japanese firm "Nippon Gengakki" in Tokio.

(8) Quartetto del maestro liutaio Dario Vettori premiato con medaglia d'oro alla mostra biennale di Cremona. Quartet by Dario Vettori maestro violi n maker; it won a gold medal at the show in Cremona.

Di fronte erano esposti, sospesi su appositi telai rivestiti di stoffa verde, due quartetti costruiti dal maestro liutaio Dario Vettori. Il primo (f.8) fu premiato con medaglia d'oro alla "Mostra di strumenti ad arco moderni" di Cremona. Nell'interno della cassa armonica si legge l'etichetta "Dario Vettori detto il liutaio della montagna -faceva in Firenzuola di Firenze, l'anno ì 961". Per tutti e quattro gli strumenti è stato usato lo stesso legno: i fondi sono di due pezzi di acero a marezzatura stretta, le fasce e il manico dello stesso legno, i piani armonici sono di abete rosso con venatura di media larghezza. I ricci sono scolpiti con maestria, la profondità dello sguscio dei bordi delle casse armoniche nei piani come nei fondi sono uniformi su tutti e quattro gli strumenti, il taglio dei fori armonici è puro e la vernice è molto trasparente, di colore arancio dorato. Il secondo, costruito con lo stesso modello del precedente, è stato esposto nella mostra di "Liuteria antica e moderna" nel castello mediceo di Cafaggiolo e pubblicato a pagina 164 nel libro "I Maestri del Novecento". Nell'interno della cassa armonica si legge l'etichetta "Dario Vettori detto il liutaio della montagna faceva in Firenzuola di Firenze l'anno 1963". Tutti e quattro gli strumenti sono stati costruiti con lo stesso legno. Il fondo, le fasce e il manico sono di acero a forte marezzatura; il piano è di due pezzi di abete rosso; la vernice è trasparente, assorbita dal legno in modo non uniforme e il colore è rosso bruno. Separato dal gruppo precedente e sempre sospeso ad un telaio rivestito di stoffa verde si trovava un quartetto raro, formato da due mandolini, una mandola e un mandoloncello. Questo quartetto, costruito dal maestro liutaio Gabriele Pandini di Ferrara, ha vinto il primo premio nell'anno 1988 a Bagna cavallo ed è stato pubblicato con foto a colori sul catalogo della mostra. In una vetrina erano esposti cinque strumenti rappresentativi della scuola classica cremonese, il primo è un violino di scuola Amati del secolo XV II con etichetta "lacopus lanuarius Cremonensis alumnus Nicolae Amati faciebat 1680". Questo violino è stato esposto nella mostra "Liuteria Antica e Moderna" allestita nel castello mediceo di Cafaggiolo e pubblicato sul catalogo della mostra alle pagine 192 e 193. In questo nostro libro lo abbiamo pubblicato da pag.94 a pago 101 Il secondo violino, opera del maestro liutaio Giuseppe Cerruti, è uno strumento di piccolo formato e costituisce un unico esemplare per il suo stato di conservazione. In questo libro è pubblicato da pago 130 a pago 139. Al centro della vetrina si trovava il violino "Antonio Stradivari conte Vieri ", pubblicato in questo libro da pago 122 a pago 129. Il quarto violino è del maestro liutaio Giuseppe Ornati (f.10) e si può considerare la sua maggiore opera. Pubblicato a pago 201, tavole 64 e 65 del libro "Linee Classiche della Liuteria Italiana", fu esposto alla mostra "Stradivariana" di Fiesole e pubblicato a pago 103 del libro "1 Maestri del NovecentoIl , ed inoltre esposto alla mostra "Liuteria Antica e Moderna" nel castello mediceo di Cafaggiolo e pubblicato nel catalogo della mostra. Il quinto violino è stato costruito dal maestro liutaio Carlo Vettori. (f.10) Per qualità di legno, tecnica di costruzione, scultura del riccio e dei bordi della cassa armonica è visibile la continuità della scuola del maestro Giuseppe Ornati. Di fronte, oltre agli strumenti costruiti dal maestro liutaio Carlo Vettori, erano esposti violini della scuola toscana, dei maestri liutai Lapo Casini,

mes were two quartets built by the violin-maker Dario Vettori The first (ph. 8) received a gold medal during the "Mostra di strumenti ad arco moderni 11 in Cremona. Inside the body there is written "Dario Vettori detto 11 liutaio della montagna-faceva in Firenzuola di Firenze, nell' anno 1961" The same wood was used for all four instruments: the back is two pieces of maple with narrow flame, ribs and neck of the same wood, red spruce belly with medium grain. The scroll is beautifully sculpted, the depth of the arching in the edge is uniform on all four instruments, the cut for the sound holes is pure and the varnish is very transparent and orange-golden coloured. The second was built with the same model of the first and was shown in the Medici Castle of Cafaggiolo during a show of violin-makers; it was published on page 164 in the book "I maestri del Novecento". Inside the body there is written "Dario Vettori detto il liutaio della montagna faceva in Firenzuola di Firenze l'anno 1963". All four instruments are made from the same wood, the back, the ribs and neck are maple with a strong flame; the belly is a two piece red spruce; the varnish is transparent and it has been absorbed by the wood unevenly, the color is reddish brown. Separate from the previous group and suspended from a frame lined in green there was a rare quartet made up by two mandolins, a mandola and a mandoloncello. This quartet was built by the master lute mak,er Gabriele Pandini from Ferrara, it received a prize in Bagnocavallo in 1988 and was published on the show's catalog with a colored photograph. In a glass case there are five instruments that represent the Cremona classic school. The first is a 17th century violin of the Amati school with a label "Iacopus Ianuarius Cremonensis alunnus Nicolae Amati faciebat L680" This violin was in the show "Liuteria antic a e moderna" in the Castle of Cafaggiolo and published in the catalog on pages 192 and 193. Here in this book we show from p. 94 to 101. The second violin is a piece by Giuseppe Ceruti a master violin-maker. It is a small instrument and it is unique because of its state of preservation. It is shown in our book from p. 130 to 139. In the middle of the show case was the violin "Antonio Stradivari Conte Vieri". In this book it is shown from p. 122 to 129. The fourth violin is by Giuseppe Omati and it is his best work. (ph. 10). It is published on page 201 fig 64 and 65 in the book "Linee classiche della liuteria italiana",. it has been shown in Fiesole at "Stradivariana" show and published on page 103 of "I Maestri del Novecento", it was shown at the "Liuteria antica e modema" at Cafaggiolo and published in the catalog of the show. The fifth violin was built by Carlo Vettori (ph. 10). It is clear that this piece is a continuation of the school of maestro Giuseppe Omati for the quality of its wood, the technique of its construction, the scroll sculpting and the edges of the resonance box. Besides the instruments made by Carlo Vettori there were many violins

(9) Quartetto del maestro liutaio Sesto Rocchi premiato in Belgio e già proprietà del primo violino del celebre "Quartetto Italiano".
Quartet by Sesto Rocchi maestro violin maker ; it received a prize at the Belgium show and was the property of the first violi n of the famous "Quartetto Italiano".

(l0) Violini in mostra: a sinistra violino del maestro liutaio Giuseppe Ornati, a destra violino del maestro liutaio Carlo Vettori.
Violins on show: on the left a violin by maestro Giuseppe Ornati, on the right a violi n by maestro Carlo Vettori.

Alfio Batelli, Silvio Vezio Paoletti, Giuseppe Bargelli, Ferdinando Ferroni. L'ultimo quartetto esposto in questa mostra era certamente il più importante. Fu costruito dal maestro liutaio Sesto Rocchi nell'anno 1958, (f.9) dedicato alla madre dell'autore; fu premiato nel concorso internazionale de _ Liegi e per molti anni fu di proprietà di Paolo Borciani e Elisa Pegreffi primo e secondo violino del celebre "Quartetto Italiano" .

from the Tuscan school made by violin-makers like Lapo Casini, Alfio Batelli, Silvio Vezio Paoletti, Giuseppe Bargelli, Ferdinando Ferroni. The last quartet shown here is certainly the most important. It was built by Sesto Rocchi in 1958 (ph. 9) and dedicated to his mother; it received a prize in the international contest in Liegi and for many years was the property of the violinists of the famous "Quartetto Italiano" Paolo Borciani and Elisa Pegreffi.

Una vecchia foto del celebre Quartetto Italiano. Da sinistra Paolo Borciani, Elisa Pegreffi, Franco Rossi, Piero Farulli.
An old photograph of the celebrated Quartetto Italiano. From left Paolo Borciani, Elisa Pegreffi, Franco Rossi, Piero Farulli.

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