A sinistra quadro di
Richard Mauri.
 
On the left
Richard Mauri Painting
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GASPARO DA SALO "ARCHITETTO DEL SUONO"
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GASPARO DA SALO "THE ARCHITET OF SOUND"

Di Carlo Vettori

Salò, cittadina adagiata sulla riva del lago di Garda. Oggi non si raggiunge più, come ai tempi degli antichi romani quando navigando a ritroso, dal mare Adriatico al delta del Po, risalivano la corrente e attraverso il fiume Mincio appariva con tutta la sua grandiosità, il lago di Garda.

On the shores of Lake Garda lies the city of Salò.  In ancient times the Romans navigated upstream  by way of the Mincio river from the Adriatic Sea to the Po delta where the lake appeared in all its splendour.

Negli anni cinquanta, muovevo i primi passi nel mondo della liuteria e nel laboratorio di mio padre leggevo i pochi libri: Strocchi “Liuteria Storia ed Arte” edito venti anni prima nel 1937 e l’altro A.M. Mucchi “Gasparo da Salò la vita e l’opera” edito nel 1940, questo è ancora utile per ricerche sull’opera del grande Maestro.
Nella parte prima del libro dello Strocchi si legge “Gasparo Bertolotti, detto da Salò, non è l’inventore del violino.
Nella prima metà del secolo XX cultori dell’arte liuteria, liutai, musicisti e scrittori fecero a gara per ricercare negli archivi notizie utili per dare la paternità all’inventore del violino.
Nel corso dei secoli, valenti liutai hanno lavorato per il restauro e la conservazione di questi strumenti.
Questa affascinante e misteriosa arte della liuteria nasce dalla conoscenza della tecnologia del legno, del disegno, della scultura, della tecnica costruttiva, acustica e meccanica e della pittura.
Oggi lo studio della liuteria basato sul materiale, sulla tecnica e sulla personalità degli antichi maestri, ci porta ad affermare che l’invenzione del violino è la naturale evoluzione della liuteria antica della scuola Bresciana e Cremonese.

Orgoglio Cremonese:
In Cremona, città bagnata dal Po, all’ombra del Torrazzo nel sec. XVI il Maestro Andrea Amati (Cremona 1505- ivi 1572) costruiva violini, viole e violoncelli dalle forme e dai volumi delle casse armoniche rimasti nei caratteri fondamentali invariati nel tempo.
La bellezza del suono, armonioso nell’equilibrio delle quattro corde, penetrante con gli acuti nello spazio, avvolgente e scuro nelle note gravi sono caratteristiche che si ritrovano in tutta la famiglia degli archi costruiti da questo maestro: violini soprano, viole contralto, viole tenore, violoncelli basso.
Questi suoni, dalla voce umana sono il pilastro di riferimento costante dell’arte liutaia di tutti i tempi.
Cremona ha onorato Andrea Amati e i suoi discendenti con due mostre, la prima nel 2006 “il DNA degli Amati” una dinastia di liutai a Cremona. In questa mostra ho scritto l’articolo “Liuteria Toscana a Cremona” pubblicato in questo sito (vedi archivio).      
Nel 2007, trascorso un anno dalla prima mostra, Cremona onora il suo primo grande liutaio con la mostra “Andrea Amati Opera Omnia” nel Museo Civico Sala San Domenico e Sala Colonne, dal 29 settembre al 14 ottobre sono esposti strumenti provenienti da collezioni private e musei pubblici.
Prima di entrare nella sala della mostra, sono esposti gli strumenti costruiti dai liutai toscani a copia di Andrea Amati, sono strumenti pitturati e sapientemente antichizzati (vedi articolo nel sito, archivio “Orchestra di Carlo Nono”.
Nella sala gli originali Amati appaiono con tutta la loro bellezza: Nella purezza delle forme, nella scultura elegante dei ricci, nelle bombature armoniose, nei filetti eleganti e perfetti nelle punte. Colpisce e affascinano le pitture e dorature che col passare del tempo hanno uniformemente diminuito le tonalità forti che dovevano avere in origine, questa è l’opera del tempo trascorso che nell’arte dividerà sempre l’originale dalla copia.

Liuteria bresciana:       
Il passaggio creativo della trasformazione o se preferiamo della evoluzione della ribeca che avviene dalla fine del sec. XV e il sec. XVI vede in Brescia operare i maggiori artefici liutai.
A Firenze dal 12 giugno al 4 novembre del 2007 alla Galleria dell’Accademia e Museo degli Strumenti Musicali si è svolta la mostra “Meraviglie Sonore” Strumenti Musicali del Periodo Barocco. Per questa mostra ho scritto l’articolo “Un piccolo gioiello in uno scrigno importante” pubblicato in questo sito (vedi archivio). 
Al numero 15 del catalogo è pubblicato uno strumento classificato: Ribeca a forma di pesce, anonimo, (Brescia? fine sec. XVI-XVII ).
Proveniente dal Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna.
In questa sezione sono esposti gli strumenti più strani e difficili da collocarsi nel loro giusto periodo storico. La ribeca è uno strumento ricavato da un solo legno, che comprende il manico e la cassa armonica, questa è chiusa da una tavoletta, in posizione più bassa della linea del manico; il ponticello che poggia sopra il piano armonico sostiene tre corde, queste sono messe in tensione da tre piroli.
La ribeca è uno strumento molto semplice perché poche erano le conoscenze dei liutai in quel periodo storico, lontano dal barocco. (A mio parere questo strumento è una pochette, perchè ha quattro corde e inoltre la pochette è lo strumento su cui i liutai si sono sbizzarriti con forme più svariate).

In questo articolo la descrizione tecnica della ribeca e della pochette è corretta. Dopo avere riflettuto a lungo su questo strumento, credo che sia più corretto catalogarlo successivo alla ribeca e precedente al violino, naturalmente molto più antico della pochette.

During the fifties, I took my first steps in the art of violin making and in my father’s shop I began to read a few books:  Strocchi’s “Liuteria Storia ed Arte” published 20 years earlier in 1937, and A. M. Mucchi “Gasparo da Salò la vita e l’opera” published in 1940,  this book is still considered to be a useful source for researching the work of the great master.
In the first part of Strocchi’s book we read “Gasparo Bertolotti, of Salò, is not the inventor of the violin”.
In the first half of the 20th century, lovers of the art of violin making, luthiers, musicians, and writers were all striving in a race to find information from the archives so as to provide a name for the inventor of the violin.
Throughout the centuries, skilful luthiers have worked on these instruments for restoration and conservation.
The fascinating and mysterious art of violin making derives from the technological knowledge of the wood, from design, sculpture, technical construction, acoustical and mechanical properties and painting.
Today the study of violin making is based on material, techniques and characteristics of the old masters.  This leads us to confirm that the invention of the violin derives from the natural evolution of  Brescian and Cremonese violin making.

Cremonese Pride

In Cremona, a city dwelling on the Po river, under the Torrazzo in the 16th century, the master Andrea Amati (Cremona 1505-1572) built violins, violas, and cellos using models and volume of  resonance cases which have remained fundamental and unvaried in time.
The beauty of the sound, harmonious and balanced through all four strings, penetrating with its high notes and dark lower notes are characteristics that are found in the entire family of stringed instruments built by this master:  soprano violins, contralto violas, tenor violas, bass cellos.
These sounds, resembling the human voice, are a constant point of reference in the art of violin making of all times.
Cremona has honoured Andrea Amati and his descendants with two exhibitions.  The first in 2006 “The DNA of the Amati” a dynasty of Cremonese violin makers.  For this exhibition I have written an article “Tuscan Violin Making in Cremona” published in this website (see archives).
In 2007, one year after the first exhibition, Cremona honoured its first great violin maker with the exhibition “Andrea Amati Opera Omnia”, where instruments from private collections and museums were exhibited in the Civic Museum, San Domenico Hall and Colonne Hall, from September 29 to October 14.
Before entering the hall of the exhibition, decorated and antiqued instruments, built by contemporary Tuscan violin makers as reproductions of the work of Andrea Amati, were shown (see article on website under archives “Orchestra Carlo Nono”.
In the hall, original Amati instruments revealed their entire beauty:  in the purity of the shapes, the elegant sculpting of the scrolls, the harmonious archings, and the elegant purfling reaching perfection in the mitres.  The striking and fascinating gold decorations and paintings of figures have in time taken on a softer appearance since the original bright colors have faded.  This time-life element will always distinguish a copy from an original.

Brescian Violin Making

In the creative passage of the transformation, or if we prefer, the evolution of the rebec, taking place at the end of the 15th and 16th centuries, Brescia was considered a focal point for violin makers.
In Florence, from June 12 to November 4, 2007 in the Galleria dell’Accademia and Musical Instrument Museum, the exhibition “Meraviglie Sonore” was held and instruments of the Baroque period were shown.  For this exhibition I have written an article “Un piccolo gioiello in uno scrigno importante” (“A small jewel in a large casket”) published in this website (see archives).
Number 15 of the catalogue lists:  Fish shaped rebec, anonymous, (Brescia? End of 16th-17th century) belonging to International Museum and Music Library of Bologna.  In this section, the most peculiar instruments were shown.  Here, one comes upon the difficulty of providing an origin and a specific period.  The rebec is an instrument made from one piece of wood, with neck and body closed by a plate placed slightly lower than the line of the neck.  The bridge lays on the top plate sustaining three strings placed in tension by the pegs.
The rebec is a very simple instrument, since luthiers did not have a vast amount of examples of instruments in that historical period still far from the Baroque era.  (in my opinion this instrument is a pochette, which has four strings, in addition the pochette is an instrument where varying shapes were experimented by luthiers).

In this article the technical description of the rebec and the pochette are accurate.  After having pondered on this instrument, I think it is correct to list it as an instrument which was built after the rebec preceding the violin, but naturally much older that the pochette.

Sempre in questo articolo è interessante il confronto tra la viola da gamba costruita da Pellegrino di Zanetto De Michelis da Montichiari e la viola lobata di Giovanni Grancino fatta a Milano nel 1662.

Again in this article it is interesting to note the comparison between the viola da gamba built by Pellegrino Zanetto De Michelis da Montechiari and the viola lobata by Giovanni Grancino made in Milan in 1662.

Nel libro “Gasparo da Salò” la vita e l’opera, 1540-1609, di A. M. Mucchi, editore Ulrico Hoepli Milano 1940. Nella parte finale è pubblicata questa viola da gamba, costruita a Brescia nell’anno 1547, conservata nel “Museo del Conservatorio di Parigi” (vedi tavola 11).

In the book “Gasparo da Salò la vita e l’opera”, 1540-1609, by A Mucchi, publisher Ulrico Hoepli, Milano 1940, this viola da Gamba, built in Brescia in the year 1547, now in the “Conservatory Museum of Paris, appears in the last section (see plate 11).

Nel monumento si legge:
 “ Non si sa se stia aprendo il petto per trarne il violino o se stia aprendo il violino per mettervi il cuore” Gabriele D’Annunzio.
 
Gasparo da Salò architetto del suono:

Architetto del suono, si trova scritto sopra i manifesti della celebrazione del 400° anniversario della morte di Gasparo Bertolotti. Mai è stato coniato un titolo più appropriato, per descrivere l’arte liutaria di questo celebre Maestro. I manifesti che riproducono la testa scolpita del violino Ole Bull, portano la data della manifestazione che inizia il 4 aprile con l'inaugurazione della mostra e termina il 26 dello stesso mese del 2009 con un interessante convegno. I manifesti di varie grandezze sono affissi nelle strade ed esposti nelle vetrine dei negozi di Salò.  Gasparo Bertolotti nacque a Salò il 20 maggio 1540 – Brescia 14 aprile 1609, conosciuto da sempre nel mondo della musica e della liuteria come Gasparo da Salò, tanto da far dimenticare il nome di Bertolotti, ciò, mi porta a pensare che quando viveva e lavorava in Brescia doveva certamente rivendicare con orgoglio le sue origini Salodiane.  Alle ore 17 nella sala consiliare, vari relatori hanno ringraziato il Maestro Flavio Dassenno curatore della mostra. Dassenno ha illustrato il catalogo della mostra che è un vero libro arricchito con foto e descrizioni di strumenti originali conservati nei vari musei e non presenti alla mostra.Presso la Sala dei Provveditori nel Palazzo Municipale “detto anticamente Palazzo della Magnifica Patria” sono esposti cinque strumenti musicali affiancati da riproduzioni in scala reale di altri giacenti presso l'Ashmolean Museum di Oxford. Le foto a grandezza naturale di violini, viole, viole da gamba, lire-viola e cetere sono montate su cubi. Ad un lato della sala, quello che guarda verso il lago, sono state collocate delle sedie e fatto lo spazio per il concerto. Parte dei visitatori si sono seduti ed hanno ascoltato il suono di una viola costruita da Gasparo da Salò.Al concerto curato dal Maestro Roberto Codazzi sono state eseguito musiche di Bach e Brahms dal celebre duo: Luca Ranieri, prima viola dell’Orchestra Nazionale della RAI e il pianista Gerardo Chimini, più volte applauditi dal pubblico.Con vari bis il duo ha emozionato il pubblico. Il suono scuro, avvolgente, chiaro e profondo negli acuti, ha fatto vibrare il violino, stretto nelle mani della scultura di Gasparo da Salò.

The inscription in the monument reads:  We don’t know if he’s opening his heart to bring out the violin or if he’s opening the violin so as to give his heart” Gabriele D’Annunzio.

Gasparo da Salò the architect of sound:

The architect of sound, is written on the posters of the celebration of the 400 year anniversary after the death of Gasparo Bertolotti.  A better title could not have been impared to him in describing the violin making art of this great master.  The posters reproduce the scroll of the Ole Bull violin, and provide the dates of the exhibition beginning with the inauguration on April 4 and ending with a conference on the 26th.  The posters of various sizes were shown in the streets and showcases of the stores of Salò.
Bertolotti was born in Salò in May 1540 and died in Brescia on April 14, 1609.  He is known to the world of music and in violin making as Gasparo da Salò, so much as to forget the name Bertolotti. This leads me to think that when he lived and worked in Brescia he must have claimed his origins from Salò. At 5 o’clock in the afternoon, in the council hall, various speakers thanked Maestro Flavio Dassenno curator of the exhibition.  Dassenno illustrated the catalogue of the exhibition, considered to be a book with its beautiful photographs and descriptions of the original instruments preserved in various museums and those not present at the exhibition. In the Hall of Directors in the Municipal Palace, in old times called Palace of the Magnificent Fatherland, five musical instruments were exhibited with life size reproductions of other instruments belonging to the Ashmolean Museum of Oxford.  The life size photographs of the violins, viola da gamba, lire-viola and cetera were mounted on cubical panels.  On one side of the hall, facing towards the lake, seating was provided for the concert.  Some of the visitors sat and listened to the sound of a viola built by Gasparo da salò. The concert was organized by Maestro Roberto Codazzi, celebrated artists Luca Ranieri, first viola of the National Orchestra of the RAI and the pianist Gerardo Chimini, played pieces by Bach and Brahms with generous applauses from the public.
The duo provided several encores for the enthusiastic public.  The dark winding sound with clear and deep high notes, made the Gasparo’s violin vibrate in the hand of the musician.

Sono esposti in questa mostra cinque strumenti costruiti del Maestro Gasparo Bertolotti da Salò: Violino “Ole Bull” è il più importante: Per storia, tecnica di costruzione e interpretazione artistica.Questo strumento prende il nome dal celebre concertista norvegese Ole Bull, “il Paganini del nord”.L’architetto che ha arredato la mostra ha realizzato con pannelli rivestiti di pelle verde un percorso a forma di chiocciola da violino, tappezzato da foto e cartelli descrittivi delle opere esposte. Al centro della spirale della voluta, è stato esposto, in una vetrina rialzata da una pedana, il violino più prezioso “Ole Bull”.I visitatori hanno fatto la fila per avvicinarsi alla vetrina dentro la quale faceva bella mostra il violino Ole Bull chiamato anche Monna Lisa dei violini. Consiglio i lettori di acquistare il catalogo della mostra perché è ricco di belle foto che illustrano lo strumento in varie posizioni.

Five instruments built by Maestro Gasparo Bertolotti da Salò were shown in this exhibition:
“Ole Bull” violin being the most important for its history, technique of construction and artistic expression.  This violin takes on the name of the celebrated Norwegian violinist Ole Bull, “The Paganini of the North”. The architect who designed the exhibition utilized panels relined with green leather and a violin scroll-shaped pathway, filled with photographs and documentation regarding the instruments shown.  At the centre of the spiral, a raised showcase was exhibited with the most precious violin the “Ole Bull”. Visitors formed a line to see inside the showcase, beautifully revealing the Ole Bull violin, also know as the Mona Lisa of violins.  I advise readers to purchase the catalogue of this exhibition for its wonderful photographs illustrating the violin in various positions.

In una grande vetrina è esposto il contrabbasso “Colonna” di proprietà della famiglia Biondo di Salò. Questo strumento è certamente opera del Maestro Gasparo da Salò, si caratterizza con questo riccio: la scavatura della linea a spirale si stacca dal perno centrale in forma stretta, in posizione alta e in avanti verso un ulteriore giro. Certamente è questa caratteristica che (nel 1914 dopo un restauro) portò il liutaio Gaetano Sgarabotto ad attribuirlo al Maestro liutaio Giovan Paolo Maggini.  Nella storia della liuteria, sono esistiti liutai che hanno apportato agli strumenti modifiche per rinforzare il concetto delle loro perizie.Nel mio libro “Linee Classiche della Liuteria Italiana” edito da Giardini Editori nel lontano 1980: “ Ritengo che i particolari tecnici e di stile presenti nelle varie Scuole di liuteria sono da considerarsi indicativi e non vanno presi alla lettera. Ciò è a mio avviso il modo più giusto per farsi una profonda conoscenza nel campo liutaio: ” dopo vari esempi proseguo “E’ quindi importante conoscere il maggior numero di particolari presenti nel violino ed imparare ad associarli osservando quelli che hanno una maggiore prevalenza per arrivare così a stabilire la nazionalità, la scuola di appartenenza, il periodo di costruzione e il liutaio costruttore.”.

In a large showcase, the “Colonna” double-bass, belonging to the Biondo family of Salò, was shown. This instrument is surely the work of Maestro Gasparo da Salò with its characteristic scroll:  the sculpting of the line of the spiral detaches from the central eye in a narrow manner but in a high position moving towards an ulterior turn.  This surely is a characteristic that (in 1914 after a restoration) brought the Luthier Gaetano Sgarabotto to attribute the instrument to Master violin maker Giovan Paolo Maggini. Throughout the history of violin making, luthiers have made changes to instruments so as to provide better proof or their originality for their expertises. In my book “Classic Lines of Italian Violin Making” published by Giardini Editori in 1980, “I maintain that the technical details and styles present in the various schools should be considered indicative in a general sort of way construed as absolute. This, to my thinking, is the best way to gain a profound cognizance of the field of violin making”.  After various examples I continued “It is therefore important to know the greatest number of details resent I a violin and learn to associate them observing which have a greater prevalence in order to establish a nationality, the school, the individual luthier and the date of construction.”.

In una vetrina è esposta la viola “Doria”. In passato, questa viola ha fatto parte della pregiata collezione della nobile famiglia genovese dei marchesi Doria e da questa famiglia prende il nome. Nel 1984 la viola è stata acquistata dalla L- Bank Landeskreditbank. Gli strumenti di questa collezione sono dati in prestito ai musicisti.  Questo strumento è suonato da un musicista: si nota dalla sordina moderna che è rimasta appesa alle corde in prossimità della cordiera e dalla macchinetta accorda mi volante, particolarmente idoneo per la protezione del piano armonico. Nel lato della sala che guarda verso il lago, in una vetrina da violoncelli, è esposta la viola da gamba “Vettori”. La liuteria del sec. XVI bresciana e cremonese si caratterizza con i fori armonici aventi gli occhi superiori della stessa grandezza di quelli inferiori. Un'eccezione si ha proprio nei fori armonici della viola di Pellegrino di Zanetto De Michelis da Montichiari qui pubblicata. I due occhi superiori delle effe sono più piccoli, forse perché costruiti in uno spazio ristretto, mentre quelli inferiori sono più grandi perché la superficie di riferimento del piano armonico è molto più grande. Questi fori armonici con gli occhi di diametro diverso caratterizzano la liuteria che inizia dal sec. XVII. Il passaggio stilistico non coincide necessariamente con date ben definite, è possibile che alla fine del sec. XVI siano stati costruiti fori armonici con queste caratteristiche.

In another showcase the “Doria” viola was exhibited.  In the past, this viola was part of the valuable collection of the noble Genovese family of the Marquis Doria taking the name from this family.  In 1984 the viola was purchased by the L-Bank Landenskreditbank.  The instruments of this collection have been loaned to musicians. It is evident that this instrument is played by a musician: we can observe a modern mute attached to the strings near the tailpiece and the e-string tuner made so as to protect the top plate. In the side of the hall which overlooks the lake, the “Vettori” viola da gamba was exhibited in a cello showcase.  In the 16th centuries, the Cremonese and Brescian schools are characterized by the soundholes having the same width for upper and lower holes.  There is an exception in the sound holes of the viola by Pellegrino di Zanetto De Michelis da Montechiari shown here.  The two upper holes of the f-holes are smaller due to the limited amount of space whereas the lower ones are larger because there is more space available for them in that area of the top plate.  These sound holes, with different diameters, are a typical trait of violin construction pertaining to the beginning in the 17th century.  The stylistic passage does not necessarily coincide with specific dates, it is possible that at the end of the 16th century sound holes having these characteristics were cut in this manner.

Per quanto attiene alla viola Gasparo da Salò “Vettori”  la paletta del foro armonico inferiore ha subito più restauri, ed è stata spostata verso l’alto, di conseguenza il foro è diventato più grande e necessariamente l’altro (sempre inferiore) è stato ingrandito della stessa misura. (articolo “Restauro di una viola Gasparo da Salò” pubblicato con foto in questo sito).Nella saletta accanto è esposto il contrabbasso opera di Gasparo da Salò di proprietà del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma.Questo strumento è a mio parere una delle opere più espressive dell’arte liutaria di Gasparo Bertolotti detto da Salò: I fori armonici nei brevi tratti conservatisi originali manifestano la purezza del taglio. Il riccio è scolpito con la massima precisione, il nastrino eseguito da una mano ferma si snoda lungo tutta la spirale con la massima precisione. Peccato che nella visione frontale del riccio i due lati non sono in asse, uno di questi è molto più basso.

As far as the “Vettori” viola by Gasparo da Salò is concerned, the fluting of the lower f-hole has gone under several restorations and has been moved upwards.  As a consequence the hole has become larger and the other (lower) has been enlarged in the same proportion.  /Article “Restoration of a Gasparo da Salò viola” published in this website with photographs). In the adjacent hall, the double-bass by Gasparo da Salò belonging to the National Museum of Musical Instruments in Rome, was shown. I believe that this instrument is one of the most expressive works in violin making by Gasparo da Salò:  the f-holes with short traits are original and show the purity of the cut.  The scroll is carved with the utmost precision, the tapering, executed by a firm hand expands throughout the spiral with maximum precision.  Unfortunately from a frontal view the two sides are not on the same axis, one being lower.

Gasparo: quali prospettive di ricerca:

La manifestazione liutaria si è conclusa con il convegno “Gasparo: quali prospettive di ricerca”.La tavola rotonda si è tenuta nella Sala Consiliare, hanno partecipato studiosi italiani e stranieri: Flavio Casali ha illustrato la sezione del Museo di Salò; Marco Bizzarini, ha parlato dell'ambiente artistico della famiglia di Gasparo; Stefano Pio, ha tenuto viva l’attenzione del pubblico parlando dei rapporti tra Salò e Venezia nel Rinascimento; Benjamin Hebbert di Oxford, ha proiettato diapositive e relazionato sulla liuteria di Gasparo da Salò in Spagna e Inghilterra; Luigi Ottaviani, da bravo liutaio e ricercatore ha parlato sulla identificazione di un nucleo di strumenti di scuola bresciana nel Museo degli Strumenti Musicali di Roma; Brigitte Brandmair, ha fatto una prima analisi di vernici di Gasparo e un progetto di ricerca su di esse; Flavio Dassenno, moderatore e maggiore artefice di questo convegno ha chiuso il dibattito parlando di un gruppo di studio internazionale sull'Ole Bull e la sua migliore conservazione.

Gasparo:  what research perspectives?

The exhibition concluded with the conference “Gasparo: what research perspectives?” The round table was held in the Council Hall, Italian and foreign scholars participated.  Flavio Casali illustrated the section of the Salò Museum, Marco Bizzarini spoke about the artistic environment of Gasparo’s family; Stefano Pio held the attention of the public by speaking about the relationship between Venice and Salò in the Renaissance; Benjamin Hebbert of Oxford showed slides and spoke of Gasparo da Salò instruments in Spain and England; Luigi Ottaviani, a fine luthier and researcher, spoke about the identification of a nucleus of instruments pertaining to the Brescian school in the Musical Instrutment Museum of Rome; Brigitte Brandmair, provided brief analysis of the varnishes of Gasparo da Salò and a research project regarding these; Flavio Dassenno a moderator and creator of this conference closed the debate by speaking of a group of international studies regarding the Ole Bull with his amusing conversation.

 
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