A sinistra quadro di
Richard Mauri.
 
On the left
Richard Mauri Painting
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STRADIVARI ULTIMO INVERSO
di Carlo Vettori

La Repubblica di giovedì 5 gennaio 2012 ha pubblicato un articolo “VIOLINI crolla il mito degli Stradivari” di Enrico Franceschini corrispondente da Londra. L'articolo riporta il risultato di una ricerca fatta dalla ricercatrice parigina Claudia Fritz e pubblicata sulla rivista “Proceedings of the National Accademi of Sciences”. Da Londra siamo abituati a ricevere notizie su Stradivari che fanno scalpore, ricordo quando anni fa dei professori scoprirono tracce di pomice lavica nella vernice di un violino Stradivari, grande scemenza frutto di troppa scienza, infatti non si posero il dubbio che la pomice poteva servire per spianare la vernice e che poteva essere stata usata in fase di restauro da altri liutai in epoca successiva. Oggi invece la ricerca è più intrigante, la Fritz afferma che il suono di un violino Stradivari non è migliore del suono di un violino moderno di recente costruzione. Riporto quanto scritto sul quotidiano Repubblica “L'esperimento condotto dalla studiosa parigina indica che violinisti da concerto, ovvero seri e qualificati professionisti di talento non sono in grado di distinguere uno Stradivari o un Guarneri del Gesù, l'altro grande liutaio italiano, da un normale buon violino di produzione moderna. E anzi, dovendo fare una graduatoria alla cieca di diversi tipi di violino, la maggiore parte dei violinisti che si sono sottoposti al test danno la preferenza agli strumenti moderni. In conclusione, i ricercatori non hanno potuto stabilire alcuna relazione tra l'età e il valore del violino, da un lato, e il “voto” che i musicisti hanno dato alla qualità del suono prodotto.”... “ L'esperimento è stato condotto così. Nel 2010, durante una competizione violinistica internazionale a Indianapolis, la ricercatrice francese e i suoi collaboratori hanno chiesto a 21 musicisti di suonare sei differenti violini: tre di produzione moderna e tre antichi due creati da Antonio Stradivari nel 1700 e uno del Guarneri del Gesù nel 1740. Il valore complessivo di mercato dei tre violini antichi era di 10 milioni di dollari; quello dei tre moderni, circa 10 mila dollari. I 21 violinisti hanno dovuto indossare occhialoni che impedivano loro di vedere il tipo di strumento suonato; e ciascun violino era stato imbevuto di profumo nel punto in cui il musicista vi appoggia il mento per impedire che l'aroma ne rivelasse l'età. Al termine del test, ogni violinista ha dato un voto a ciascuno dei violini. Ebbene, gli strumenti moderni hanno avuto la meglio; e il voto più basso di tutti è andato a uno Stradivari.”

L'odore dei violini:

Esaminiamo con serietà questa ricerca iniziando dal profumo. Credo di essere uno dei pochi liutai che annusa attraverso i fori armonici l'odore dell'interno della cassa armonica dei violini, così facendo sento se lo strumento è antico o moderno, se è una copia con legno invecchiato con acidi o con altre sostanze, sento se è usato o fermo da anni, sento se è stato conservato in un ambiente umido, posso sentire se le controfasce e i tasselli sono di salice. E molte altre cose ancora, ma non riesco e non ci riuscirò mai a distinguere uno Stradivari da un Guarneri. Comunque va riconosciuto che la ricercatrice ha fatto bene a mettere il profumo perché anche all'esterno della cassa armonica gli strumenti moderni hanno un odore diverso. Anzi possiamo affermare che ogni strumento ha il suo odore.

Suonare senza vedere il violino:

Per quanto riguarda gli occhialoni per non vedere gli strumenti la ricercatrice poteva evitarlo, perché questi violinisti gli Stradivari non li avrebbero riconosciuti lo stesso: questa vuole essere una battuta scherzosa che non ci deve distrarre da un attento esame scientifico. Quando un orchestrale prova vari strumenti tende sempre a indicare come buono quello che ha la grandezza del manico, l'altezza delle corde, la volta del ponticello simile allo strumento che suona abitualmente e con questo strumento darà un suono migliore. I musicisti orchestrali che suonano con strumenti moderni hanno una cavata adatta a questi tipi di strumento, se passano a uno Stradivari con la stessa cavata viene fuori un disastro. Mi domando se al posto dei 21 orchestrali i violini fossero stati suonati da concertisti che abitualmente suonano gli Stradivari il giudizio sarebbe stato lo stesso? Io ne dubito. Tutti gli Stradivari hanno un nome e una storia e sono pubblicati, nell'articolo non è scritto quali Stradivari hanno suonato quindi, considerando quanti falsi esistono, potrebbero avere suonato delle copie.

La messa a punto:

Per decidere la qualità del suono di un violino bisogna procedere come quando si fa la registrazione dell'anima e del ponticello, per fare una buona registrazione il suono va sentito sotto l'orecchio e in distanza, per questo motivo è bene che un liutaio sia in grado di suonare. Io affianco allo strumento che registro un altro violino, per avere in tutte le prove un volume di suono di riferimento ed è bene ascoltare in distanza preferibilmente senza vedere lo strumento.

Il suono del violino Stradivari:

Il suono dei violini di Stradivari è diverso e superiore al suono degli altri strumenti, conosco troppo bene la liuteria di questo Maestro per pensare diversamente: in tutti i violini il percorso delle vibrazioni acustiche inizia dalla corda che emette onde longitudinali dal capotasto al ponticello, quando la corda vibra libera. Le onde longitudinali trasmettono vibrazioni acustiche al ponticello, tali vibrazioni acustiche si trasformano in onde piane e onde sferiche nel piano armonico. Nella liuteria di Antonio Stradivari e solo nelle opere di questo Maestro le vibrazioni acustiche del ponticello sono libere perché la pressione di questo ha nel piano armonico il punto di resistenza spostato nella volta superiore sopra i fori armonici e lo spessore maggiorato è messo all'esterno del piano e scarica la pressione sopra il bordo maggiorato di spessore al centro delle “C”.

Nato tra i violini:

Ricordo quando negli anni 50 lavoravo con mio padre, allora avevamo come cliente il noto collezionista Ilio Barghigiani che vantava nella collezione nomi importanti come Guarneri, Gobetti, Maggini, Gragnani e altri autori dell'ottocento e dei primi anni del novecento come Giuseppe Rocca, Stefano Scarampella, Valentino De Zorzi. Ilio a Firenze frequentava la bottega di Lapo Casini e certe volte quella di Carlo Bisiach, abitava in un piccolo paese nel cuore del Mugello, quando voleva fare una buona registrazione metteva con l'aiuto dell'autista due violini nella macchina e del buon vino da bere in compagnia di Dario Vettori “detto il liutaio della montagna”. Ilio con l'autista partivano verso il passo della Futa, di là dove nasce il fiume Santerno, nel versante che volge verso la Romagna, si trova Firenzuola paese cinto ancora dalle mura, erette e fortificate dalla Repubblica Fiorentina. Ricordo che quando veniva Ilio il laboratorio era tutto a sua disposizione, mio padre e Ilio la mattina suonavano i due violini ricordo bene il Gobetti e il Maggini sceglievano i ponticelli più squillanti facendoli cascare dalla stessa altezza sul pavimento, mio padre faceva i ponticelli li montava per farli assestare durante l'intervallo del pranzo. Il pomeriggio l'autista si appisolava nella poltrona mentre Ilio suonava e mio padre lo accompagnava con la chitarra, la registrazione dell'anima continuava per ore quando suonava mio padre Ilio andava nell'altra stanza e viceversa, piccoli spostamenti modificavano il suono, all'imbrunire l'autista che voleva partire dava il suo giudizio “ Sor Ilio ora l'anima è apposto non la tocchi più” Ilio dalla finestra guardava il tempo e pensando alla strada di montagna da fare per tornare a casa metteva i violini nell'astuccio e salutava.

Primo violino, quintetto "Mediceo" del liutaio Carlo Vettori, Firenze 1999.
First violin, "Mediceo" quintet by violin maker Carlo Vettori, Florence 1999.
Secondo violino, quintetto "Mediceo" del liutaio Carlo Vettori, Firenze 1999.
Second violin, "Mediceo" quintet by violin maker Carlo Vettori, Florence 1999.
Viola contralto, quintetto "Mediceo" del liutaio Carlo Vettori, Firenze 1999.
Viola contralto, "Mediceo" quintet by violin maker Carlo Vettori, Florence 1999.
Viola tenore, quintetto "Mediceo" del liutaio Carlo Vettori, Firenze 1999.
Viola tenore, "Mediceo" quintet by violin maker Carlo Vettori, Florence 1999.
Violoncello, quintetto "Mediceo" del liutaio Carlo Vettori, Firenze 1999.
Cello, "Mediceo" quintet by violin maker Carlo Vettori, Florence 1999.
 
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