A sinistra quadro di
Richard Mauri.
 
On the left
Richard Mauri Painting
.
 
 
 
   

L’IMPORTANZA DI SUONARE AL TALLONE
THE IMPORTANCE OF PLAYING AT THE FROG

DI Michelangelo Ercolini

Per il violinista la parte dell’arco che è più difficile da gestire è senza dubbio quella verso il tallone. E semplice è scoprirne la causa, infatti quando i crini dell’arco scorrono in questo punto essi si trovano gravati da un eccessivo peso generato dall’appoggio della mano e del braccio, questo peso se gestito male può produrre una qualità di suono piuttosto ruvido e con l’impossibilità di esprimere un bel piano(nel senso di suono) pulito. Per ovviare a questo inconveniente il violinista suonando cercherà di usare il meno possibile questa parte dell’arco a favore della metà e della punta. dove il braccio e la mano si trovano distanti dalle corde del violino dando in questo modo maggiore libertà di movimento al braccio destro con conseguente appoggio meno traumatico dell’arco sulle corde. Ne consegue che un grande numero di violinisti rifugge dall’usare la parte dei crini verso il tallone specialmente quando il brano impone sonorità morbide e nitide. Così il violinista che saprà appropriarsi della tecnica opportuna, nell’usare questa parte dell’arco avrà aggiunto al suo bagaglio di conoscenza violinistica un modo per accrescere le proprie doti espressive. Come si è detto precedentemente il peso che si viene a creare al tallone è il grande problema per l’esecutore. Bisogna dunque trovare il modo di alleggerire questo punto dell’arco. La prima cosa da fare è tenere avambraccio e braccio in posizione rilassata vicino al tronco, mentre le dita della mano destra anch’esse rilassate sosterranno l’arco. Fondamentale è il modo della disposizione delle dita nella presa dell’arco ( vedi Ercolini : “ STORIA DELLA POSTURA DEL VIOLINO” rivista online “www.arteliutaria.it/” maggio 2008 Firenze.) che ne determina la buona riuscita della tecnica per suonare al tallone. E’importante che il pollice abbia la funzione di vero fulcro tra la bacchetta e le dita affinchè esse possano distribuire il peso su di essa in modo da ottenere la sonorità voluta al momento dall’esecutore (vedi fig.1). L’altro dito importante sarà il mignolo che stando appoggiato sulla bacchetta potrà con un movimento verticale dare al violinista il mezzo per controllare il peso desiderato al tallone, mentre l’indice avrà il compito di assecondare questo movimento con un appoggio leggero che aiuterà a sostenere l’arco. In questo modo si riuscirà ad ottenere anche in questa parte dell’arco pianissimi belli , rotondi e pieni di fascino. Un altro fattore importante è quello dell’ appoggio dei crini sulle corde. E’ chiaro che più crini vengono impiegati, più difficile sarà ottenere un suono pulito, e pertanto si ha la necessità di inclinare la bacchetta in avanti allo scopo di usare meno crini. In questo modo avremo la possibilità di dosare il peso voluto sulle corde e di conseguenza scegliere il suono che più ci soddisfa. Nonché facilitare l’esecuzioni dei vari colpi d’arco. In particolare detachè, cambi di corda e legato. E proprio per i cambi di corda, che in questo punto dell’ arco sono difficili a farsi si usa alzare dalla bacchetta il dito medio, questo per aiutare le altre dita, in particolare l’anulare e il mignolo nella loro azione di avvicinamento tra una corda e l’altra, infatti questi si troveranno più liberi nei loro piccoli movimenti aiutando così il violinista in questa azione (fig.2). L’ appropriarsi di questa tecnica sarà per il violinista fondamentale, come si è detto in precedenza, per aiutarlo ad esprimersi in maniera naturale e ad affrontare con serenità l’esecuzione del brano. Si può tranquillamente affermare che il violinista capace di suonare bene al tallone sarà facilitato nell’uso delle altri parti dell’arco (metà e punta) e chiaramente se in possesso di un buon meccanismo della mano sinistra, sarà pronto ad affrontare le difficoltà tecnico-interpretative che gli si presenteranno nelle musiche solistiche, di insieme e per orchestra, risolvendo nel modo del tutto semplice e veloce anche le arcate che al momento sembrano complicate e che generano spesso acerrime discussioni tra colleghi all’atto di preparare un brano musicale in ensamble le quali sono dettate spesso da violinisti in possesso di una approssimata tecnica dell’arco. Un esempio su tutti: frequentemente si giudica impossibile un attacco nel piano al tallone e si ricorre così ad iniziare sempre nella parte della punta dell’arco, facendone di fatto una regola fissa, anche quando il buon senso ci dice che questa pratica non sempre può risultare idonea alla comodità della prassi esecutiva ed ai fini musicali del brano musicale.
The most difficult area of the bow for a violinist to manage is certainly the one toward the frog. The reason is easy to be found: when the bowhair slides near that area there is too much weight from hand end arm. If this weight is managed uncorrectly it can produce a rather harsh tone and the impossibility of expressing a nice,clean “piano”.In order to avoid this, performer will try to play far from that area, preferring tip and midway, where hand and arm are not far from the string and the right hand has more freedom in its moviments and a less traumatic pressure on the string. This is why several violinists avoid that area especially when a mellow and clear tone is required. On the other hand, the performer who can develop the proper technique will add to his/her knowledge a way to upgrade his/her skills. As said before, the weight generated at the frog is the big problem for the player, therefore a way to lighten this area of the bow must be found. First thing to do is to keep forearm and arm in a relaxed position near the bust while right hand fingers also relaxed will hold the bow. Crucial is the way the fingers hold the bow (see: Ercolini “bowing posture history” online magazine www.arteliutaria.it May 2008 Florence) which causes the success of the technique of playing at the frog. It is important that the thumb acts like a real fulcrum between stik and fingers so that they can distribute the weight on it order to get the desired tone (see fig.1). The other important finger is the pinkie, wich, resting on the stick, with a vertical movement will allow the player to control the desired weigth at the frog, while the index will help holding the bow with a light support. This way it will be possible to obtain round and charming “pianissimi”. Another important factor is the pressure of the hair on the strings. It’s clear that the more hair is involved, the more will be difficult to get a clean tone. Therefore we need to incline the stick forward in order to use less hair .This way we will be able to distribute the desired weight on the strings and consequently get the tone that satisfy us the most, and the various bow strokes will be made easier, especially detaché, legato and string changes. For string changes which are particularly hard at this area of the bow it is recommended to lift the middle finger and the pinkie in their approach to the strings so that these two will be more free in their little movements (see fig.2). To master this technique is crucial for the violinist, as we said before, to help express himself/herself in a natural and serene performance. The violinist who is good playing at the frog will be also better using the other areas of the stick. If in possession of a good left hand technique he will be ready to face the interpretative difficulties he will find in solo work (ensemble and orchestra) solving in an easy way even the apparently most difficult bow strokes that often cause fierce debates among colleagues in the preparation of a musical piece and that are often generated by players with approximate bow technique. An example above all: frequently, when an attack at the frog is considered impossible, one tends to start at the tip as a rule, even when common sense would suggest this is not always the case for a good musical performance.
Fig. 1
Fig. 2
 
Previous page
 
 
 
© Copyright 2010 Arte Liutaria All Rights Reserved. No part of this pages or images may be reproduced or utilized in any form or by means without permission in writing from Arte Liutaria.
 
 
 
For technical support about problem with this site: techsupp@arteliutaria.it